
Intervista con il popolare giornalista e scrittore, anima di Cronache di Spogliatoio: "Sto scrivendo una storia-profilo su Luciano Spalletti, mi piacerebbe raccontare quel Milan Livorno del 2004, con i livornesi con la bandana bianca alla Berlusconi"
Giuseppe Pastore, classe 1985, giornalista professionista dal 2016, freelance, volto e narratore di Cronache di Spogliatoio, collabora anche con Il Foglio, L'Ultimo Uomo, Rivista Undici, tra gli altri.
Pastore è nato a Bari, da anni risiede a Milano.
In questa intervista ho cercato di capire meglio da dove arrivi la passione per il giornalismo, chi siano i suoi riferimenti come giornalisti, insomma gli inizi di questo professionista molto apprezzato per la sua memoria, le sue capacità analogiche e narrative.
Autore di libri di successo, come quelli sul Milan di Berlusconi o quello sulla Juve e i problemi nelle finali di Champions, Pastore nonostante non abbia ancora 40 anni è, a suo modo, un maestro del giornalismo moderno.
Non ama fare le interviste 1vs1 "penso che altri le facciano meglio di me".
Sull'arrivo a Cronache: "Non li conoscevo, ma spesso mi citavano e dopo qualche volta l'ho ringraziati, abbiamo iniziato a parlare ed è nata una collaborazione, ho scoperto ragazzi di 22-23 anni super competenti, molto di più di professionisti di altre realtà più rinomate".
Riguardo alla Toscana gli ho chiesto se avesse qualche storia in serbo da raccontare: "Ho scritto io quella sul Pontedera che nel 1994 batté la Nazionale, sto scrivendo una storia-profilo di Luciano Spalletti e mi piacerebbe raccontare la prima partita del Livorno, nel ritorno in Serie A nel 2004, la famosa Milan-Livorno con i tifosi livornesi tutti con la bandana (per prendere in giro Berlusconi)".
René Pierotti
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