No KEU: "Analisi terreni Sr429 risalgono a 2023". Il monitoraggio c'è, la comunicazione no

Lo scorso febbraio l'assessora Monia Monni annunciava il "consolidamento della messa in sicurezza" per il tratto empolese della SR429 interessato dall'inchiesta KEU. Logica vuole che la scelta di prevedere la messa in sicurezza e non la bonifica, che ha suscitato polemiche tra forze politiche e nei comitati NO KEU, sia stata motivata sulla base delle analisi sui terreni e sulla conseguente esclusione di possibili danni alla salute dei residenti.

L'Assemblea NO KEU, però, ha reso nota una risposta giunta loro via PEC di ARPAT con cui si negava l'accesso alle indagini eseguite in zona Molin Nuovo perché "nel corso dell'anno 2024 questa agenzia non ha effettuato prelievi in ambito KEU". Nella fattispecie l'accesso agli atti chiedeva di visionare la documentazione relativa ai pozzi, ai piezometri e alle due cisterne presenti alla base del rilevato stradale contaminato dal KEU.

La risposta non chiarisce se a svolgere le indagini sia stato un altro Ente o se non fosse proprio necessario eseguirle, ma insinua invece il dubbio: su quali basi sia stata presa la decisione di non bonificare? La Regione, in una nota dello scorso febbraio  sottolineava che "sono state realizzate le analisi di dettaglio" senza specificare né chi, né come, né quando (Qui la nota). Nel gennaio 2025 Monni aveva parlato di "un capillare monitoraggio delle matrici ambientali" e fu detto che sulla SR429 "la stratigrafia rilevata evidenzia tre strati: l’aggregato riciclato, considerato non pericoloso, terreno di riporto e terreno naturale sui quali le analisi chimiche hanno mostrato conformità ambientali" (Qui la nota). Le analisi ci sono state, ma resta da capire se siano quelle di oltre un anno fa.

L'Assemblea No KEU è in allarme: "Da oltre un anno Arpat non effettua controlli per rilevare la possibile contaminazione. Non mettendo in dubbio la buona fede di amministratori locali e regionali e delle autorità preposte rispetto alle assicurazioni di un «monitoraggio puntuale» delle acque e delle terre, chiediamo agli stessi: quale altra agenzia o centro analisi ha effettuato i controlli nell’ultimo anno e mezzo? Seppure ci appaia surreale che le analisi non siano state affidate ad Arpat, ci sembra ancora più sorprendente che nessun altro le abbia fatte. In decine di dichiarazioni pubbliche amministratori e autorità hanno ripetuto che la popolazione poteva stare tranquilla dal momento che i risultati dei prelievi continuavano ad essere negativi e che sarebbero proseguiti puntualmente. Non possiamo credere che in realtà in controlli si è smesso di farli. Sarebbe di una gravità inaudita e metterebbe una volta di più a rischio la salute pubblica".

Da quanto appreso da gonews.it le ultime indagini effettuate nel Piano di Caratterizzazione risalgono a dicembre 2023, mentre la campagna di indagine sui pozzi privati è stata interrotta nell'ottobre 2023 e sarebbe stata sostituita con una nuova campagna di indagini 'ponderata' con dei piezometri, anch'essa fatta a dicembre 2023. I risultati di tutte queste indagini non avrebbero evidenziato criticità. Qualche residente avrebbe ricevuto le analisi dei propri pozzi, ma pare che parte della documentazione sugli altri campionamenti sia stata segretata fino alla chiusura delle indagini giudiziarie e per questo non se ne sarebbe data adeguata comunicazione.

Nel 2024, invece, non ci sarebbero effettivamente stati prelievi. Bisogna ricordare che nel corso dell'anno la competenza è passata al Commissario nazionale e che Arpat ad oggi è il 'controllore': in sostanza l'Agenzia regionale è incaricata di fare analisi ma 'in contraddittorio' con il Commissario per controllarne l'operato. La competenza è quindi in capo al Commissario. Lo 'stop' alle indagini, da quanto appreso, sarebbe stato motivato dal fatto che gli interventi di messa in sicurezza già fatti sono stati ritenuti una misura sufficiente per allungare la periodicità dei prelievi: i teloni impermeabilizzati avrebbero garantito secondo le autorità competenti il permanere delle condizioni di sicurezza per escludere i pericoli di contaminazione, facendo posticipare con frequenza annua i controlli. Infatti, nella prima metà di aprile dovrebbero essere svolti dal Commissario nuove analisi, con il 'contraddittorio' di Arpat.

La campagna di monitoraggio, quindi, starebbe andando avanti, anche se al momento le analisi risalgono effettivamente al 2023. Di fronte al pericolo per la propria salute, è comprensibile la paura dei residenti rispetto ad analisi risalenti ad un anno fa, anche perché nessuno ha comunicato loro che questi non erano ritenuti necessari. Logica vorrebbe che ci siano solide motivazioni scientifiche per posticipare i campionamenti e forse veder ei documenti potrebbe aiutare a convincersene, mentre è proprio sul vuoto di comunicazione che trova posto il dubbio e la paura. In ogni caso a breve saranno eseguiti i nuovi controlli e l'auspicio, questa volta, è che a mancare non sia la trasparenza e la comunicazione.

 

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