
Mercoledì 19 marzo si è tenuto un Consiglio straordinario dell’Unione dei Comuni dell’Empolese-Valdelsa e, tra i vari atti discussi e votati, è stata presentata una mozione relativa al sostegno alle aziende del settore moda, con espresso riferimento alle aziende del comprensorio del cuoio, per la crisi economica che sta attraversando questo settore, in particolare le realtà territoriali.
I consiglieri del Movimento 5 Stelle, Jacopo Maccari e Fabrizio Macchi, hanno espresso parere favorevole alla mozione, ma nei loro interventi hanno sottolineato la necessità di affrontare lo scandalo Keu e le eventuali responsabilità dell’Associazione Conciatori, di cui alcuni ex vertici rimasero coinvolti tra gli indagati dell'inchiesta della Dda, emersa nel 2021. Secondo i consiglieri: "È un dato di fatto che il settore moda sta attraversando una crisi e noi sosteniamo, sia con le parole che con i fatti, tutte le famiglie e le aziende coinvolte, perché è necessario aiutare tutti i lavoratori e le lavoratrici onesti che operano in questo comparto, che è sempre stato un punto di riferimento per l’economia toscana e italiana".
"Tuttavia, non possiamo dimenticare o fingere di aver dimenticato uno dei più gravi disastri ambientali toscani: decine di migliaia di tonnellate di rifiuti provenienti dal distretto conciario sono state seppellite illegalmente in tutto il territorio, compreso il sottofondo stradale della recente 429, dove ne sono state rilevate 8.000 tonnellate. Questo materiale - aggiungono Maccari e Macchi - contiene metalli pesanti che, a normali condizioni ambientali, si trasformano in sostanze tossiche e cancerogene, potenzialmente in grado di contaminare acque, fauna e flora. L’inchiesta è tuttora in corso, ma sembrerebbe che molte altre migliaia di tonnellate possano essere sepolte e non ancora individuate. Insomma, una 'terra dei fuochi nostrana' in cui la Regione si sta muovendo proprio in questo periodo per sviluppare un piano di bonifica e risanamento delle aree coinvolte (nella speranza che sia appropriato per riqualificare adeguatamente tutti i territori)".
I consiglieri, prosegue la nota, hanno ritenuto opportuno non lasciare taciuto il fatto che, ad oggi, i processi produttivi di quelle che sono qualificate produzioni di eccellenza, continuano a produrre scarti di lavorazione di cui il keu è soltanto l’ultimo tentativo di tentare un "riciclo" che, diversamente, relegherebbe detti scarti a rifiuti speciali inquinanti il cui solo futuro sarebbe lo stoccaggio al pari di prodotti altamente contaminanti per l’ambiente. "In questo contesto, è apparso necessario trattare l’argomento in Consiglio, poiché strettamente collegato alla specifica crisi economica territoriale del settore conciario e motivo per il quale ha perso attrattiva per molti lavoratori/investitori".
"La parola keu non deve essere un tabù, ma anzi deve essere introdotta e discussa per fungere da monito e per promuovere dibattiti costruttivi, soprattutto tra le istituzioni, affinché queste tragedie non si ripetano".
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