
Manola Guazzini, consigliera del Gruppo Misto, esprime preoccupazione per l'atteggiamento dell'Amministrazione Comunale di San Miniato nei confronti dell'opposizione e del Consiglio Comunale nel suo insieme. A suo avviso, tale comportamento rispecchierebbe, "sia pure inconsapevolmente", logiche non democratiche:
“L'opposizione non è necessaria” è una frase pronunciata da Benito Mussolini nel 1927 (discorso dell' "Ascensione”) che secondo me esprime la mentalità che, sia pure inconsapevolmente, orienta il comportamento dell' Amministrazione Comunale di San Miniato non solo nei rapporti con i gruppi d'opposizione, ma cosa istituzionalmente più grave, nei rapporti con l'intero Consiglio Comunale.
Le modifiche che avevamo proposto d'intesa tra tutti i gruppi di opposizione al Regolamento del Consiglio Comunale erano minimali, di buon senso e mutuate dai regolamenti di altri Consigli Comunali. In particolare si chiedeva un accesso agli atti, con obbligo di motivazione dell'eventuale diniego: e, tra l'altro, se l'accesso agli atti fosse meno impervio, anche le interpellanze potrebbero essere di meno; si chiedeva di portare da 5 a 7 giorni prima del Consiglio Comunale la messa a disposizione dei documenti messi in approvazione, che è il minimo sindacale per chi, prima di votare i documenti vuole studiarseli; si chiedeva una verbalizzazione delle conferenze dei capigruppo, che potrebbe favorire, specie in momenti particolari come l'ultima emergenza idrogeologica in cui invece il Presidente del Consiglio ha ritenuto di avvertire solo il proprio vice, il coinvolgimento di tutti i consiglieri che sarebbe coerente col loro ruolo istituzionale.
Su queste richieste non si è neanche voluto discutere nel merito. La capogruppo del PD ha respinto tutto in blocco con la motivazione che le nostre interpellanze stressano gli uffici, come se in realtà non fossero rivolte ai responsabili politici (se poi questi le risposte se le fanno scrivere dagli uffici, e infatti ai nodi politici non rispondono mai, è un problema loro); che gli uffici sono sottodimensionati per svolgere questi compiti (e di chi è la colpa se si è fatta deperire la macchina comunale fino a considerare un lusso l'ordinario funzionamento della democrazia?) e, ciliegina sulla torta, detto da chi, anche dopo le recenti frane ed esondazioni dell'Egola continua a sostenere certe espansioni edilizie, così si consuma troppa carta, in dispregio dei principi della sostenibilità ambientale. E fa specie che la capogruppo del PD, pensando evidentemente che i consiglieri di maggioranza invece di svolgere anche loro, da una posizione politica diversa dalla nostra, i loro compiti istituzionali di controllo e indirizzo, debbano solo ubbidir tacendo e alzare la mano a favore o contro, abbia dovuto escogitare queste poverissime giustificazioni invece di rivendicare anche lei ciò che abbiamo richiesto.
Il PD, quando la Meloni rifiuta di presentarsi in Parlamento, parla di mancanza di rispetto delle istituzioni e della democrazia; dove è all'opposizione, presenta richieste analoghe alle nostre; se Orban, Putin, Erdogan, Trump (facendo in più uso di strumenti coercitivi che per fortuna la Giunta di San Miniato non ha) si comportano con gli oppositori come l'Amministrazione Comunale di San Miniato fa con noi, parla di “democrazia illiberale” o di “democratura”.
Sarebbe utile, e ci rivolgiamo in modo particolare a quegli esponenti del PD che svolgono una funzione di opposizione nella nostra provincia, che su queste contraddizioni si riflettesse seriamente.
Manola Guazzini
Gruppo Misto
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