Investimenti in criptovalute senza autorizzazioni, raccolti 3 milioni di euro illecitamente

Perquisizioni per abusivismo finanziario nei confronti di 5 aretini e di 3 società. La guardia di finanza ha effettuato perquisizioni ad Arezzo e Milano in merito a un'illecita attività di promozione di prodotti finanziari, collegata ad operazioni in criptovalute, perpetrata abusivamente sul territorio nazionale, da parte di un’organizzazione radicata nel territorio aretino, che si è avvalsa di società estere con sede in Slovenia.

I procacciatori, tramite eventi e incontri informativi organizzati presso lussuose strutture alberghiere, hanno promosso senza autorizzazioni, numerosi investimenti in valute virtuali, come i bitcoin, facendo leva sull’onda emotiva generata dalla diffusione mediatica degli ottimi rendimenti finanziari attesi dal settore.

Il sistema era quello di convincere i potenziali investitori all’effettuazione di bonifici verso i conti esteri, riconducibili ad una società slovena, dietro la promessa di “allettanti” profitti.

Altra modalità di “raccolta” era quella di favorire i clienti nell’apertura di wallet personali (portafogli elettronici per la conservazione della valuta digitale), su apposite “piattaforme” informatiche, per la gestione dei movimenti in criptovalute, con l’obiettivo di dirottare poi il denaro sempre verso l’estero.

I 'risparmi' raccolti superano i tre milioni di euro, ai danni di decine di vittime, dislocate sul territorio nazionale, con particolare concentrazione nelle province di Arezzo e di Siena.

Le indagini sono adesso rivolte a far emergere tutti quegli “investitori” che hanno raccolto l’invito ad acquistare bitcoin e che sono completamente all’oscuro degli illeciti.

Chi ritiene di essere stato coinvolto in questo schema di investimento è invitato a rivolgersi alla Guardia di Finanza di Arezzo, per delucidazioni e per le conseguenti iniziative.

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