Hockey Empoli, Errico scrive a Biuzzi: "Scelte miopi e illogiche"

Il Coronavirus ha influenzato molto lo sport. A altissimi livelli c'è chi si è attrezzato, le piccole società hanno sofferto e soffrono tuttora. È il caso dell'Hockey Empoli, il cui presidente Paolo Errico ha deciso di inviare una lettera all'assessore allo sport empolese Fabrizio Biuzzi. Di seguito la lettera di Errico.

Molte Società sportive di Empoli avranno ricevuto una mail dall'assessore Biuzzi relativa alle nuove limitazioni imposte dall'ultima ordinanza comunale. In particolare, si vieta agli atleti di interesse nazionale che non sono attualmente iscritti a competizioni, a praticare gli allenamenti. Ho già espresso la mia profonda contrarietà all'assessore direttamente e di persona, ma, visto che non si parla di scelte politiche, ma semplicemente di scelte illogiche e senza alcun senso, soprattutto nella lotta all'espandersi della pandemia, lotta che ritengo necessaria e sacrosanta, se affrontata con decisioni intelligenti e mirate. Su questa nostra pagina voglio rendere pubbliche tutte le mie perplessità, riportando qui, senza alcuna modifica, la mia risposta inviata all'assessore stesso, che con scarse argomentazioni difende queste scelte scellerate. Posso sbagliare, ma questa la mia opinione, e sono disposto ad espormi a critiche, se costruttive, ma chi condivide la mia idea, è pregato di diffonderla, per darle maggiore forza, nella speranza che l'amministrazione comunale di Empoli si ricreda:

Ritengo che questa ordinanza sia miope e redatta da persone che non sanno, o fanno finta di non sapere, quale è l'importanza del ruolo dello sport soprattutto nel mondo giovanile.

1) Un atleta di interesse nazionale si allena tutto l'anno, che ci siano competizioni in corso, o meno. Questo rientra nella normale programmazione di qualunque atleta che vuole ottenere degli obiettivi.

2) I protocolli stabiliti dal CONI hanno dimostrato fin dalla prima ondata della pandemia di essere pienamente efficienti, e soprattutto nel pattinaggio, ad Empoli, non si visto neanche un caso COVID causato dall'attività sportiva, se di contatto, o meno. Casomai, alcuni atleti hanno spontaneamente interrotto l'attività dopo essere entrati in contatto con casi, prevalentemente riscontrati a scuola, o in famiglia, con grande senso di responsabilità personale, o dei genitori, se si trattava di minori.

3) Ancora una volta si penalizza lo sport, che è l'attività rivolta ai giovani che viene praticata in piena sicurezza, e in controllo, evitando che gli stessi pratichino attività motoria in strada e senza controllo.

4) Per l'ennesima volta, ci si ricorda dello sport quando c'è da penalizzare e bloccare, raramente si ricorda quando c'è da aiutare, soprattutto i cosiddetti sport "minori".

5) Le mie rimostranze, come presidente di Società, vanno al di là dell'interesse meramente campanilistico, dal momento che le nostre attività principali, Hockey e Corsa, hanno i loro Campionati in atto, per cui rientrano nelle categorie delle specialità che possono proseguire l'attività. Resta penalizzato solo il nostro settore pattinaggio artistico, che al momento non ha in programma gare, anche se presto verranno programmate, e le nostre atlete potranno ringraziare i nostri amministratori miopi e disinformati, per non essersi potute preparare in modo adeguato.



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