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Violenze continue, torture e revenge porn: finisce l'incubo di una 23enne con l'arresto dell'ex compagno

Un 23enne di Firenze è stato arrestato e trasferito in carcere lo scorso 30 aprile per reati di maltrattamenti in ambito familiare, violenza sessuale e “revenge porn” nei confronti dell'allora compagna (ora ex).

La vittima delle violenze è una giovane fiorentina, 23enne, che per circa due anni ha intrattenuto con il giovane un rapporto sentimentale 'malato' caratterizzato da continui alti a bassi che si innestavano nel costante clima di tensione, nelle umiliazioni e nelle violenze che l’uomo infliggeva alla compagna, annullandola come persona.

L’ultimo grave episodio, che le ha dato il coraggio di raccontare tutto chiedendo aiuto, si è verificato nella sera tra il 9 e il 10 marzo.

La coppia, che non aveva un domicilio fisso, era ospite in un appartamento di amici nella zona di Campo di Marte.

Lei stava cucinando mentre l’uomo era intento a fumare e bere alcolici. Tutto sembrava tranquillo fino a quanto sul cellulare della giovane era giunto un sms da parte di un’amica che ha infastidito l’uomo causandogli l’ennesimo scatto di ira incontrollata. Lui ha cominciato a picchiare la compagna con calci e pugni, a insultarla e minacciarla di morte.

Quando lei ha tentato di fuggire è stata bloccata, picchiata con violenza tale da renderla inerme e costretta in ultimo a subire un rapporto sessuale. Non contento, al fine di denigrarla ulteriormente, tramite un social network ha inviato a un comune conoscente un video destinato a rimanere privato, girato tempo prima, nel quale era ripresa la vittima mentre era nuda.

Solamente alle prime luci del mattino, dopo diverse ore, la donna è riuscita a fuggire e chiedere finalmente aiuto.

Il racconto che la donna fa ai Carabinieri è agghiacciante. Due anni di continue umiliazioni e violenze inaudite: pugni, calci, schiaffi, morsi e in alcuni casi vere proprie torture con l’utilizzo di lattine, forbici o coltelli da cucina, tanto da essere anche costretta a ricorrere alle cure dei sanitari.

Ma anche due anni di continue bugie raccontate a genitori, amici e sanitari per coprire i segni delle violenze e forse per “proteggere e giustificare” il compagno che spesso dopo i maltrattamenti aveva chiesto scusa.

Le certosine indagini dei Carabinieri coordinati dalla Procura fiorentina hanno invece riscontrato il racconto e l’attendibilità della giovane, elementi questi pienamente condivisi dall’Autorità Giudiziaria che hanno consentito l’emissione del provvedimento restrittivo oggi eseguito con la cattura e la traduzione in carcere dell’indagato.

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Firenze hanno dato esecuzione all'ordinanza di custodia cautelare in carcere, disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Firenze, Silvia Romeo, su richiesta del Sostituto Procuratore della  Repubblica di Firenze, Giacomo Pestelli.

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